Blu ha iniziato a farsi conoscere a partire dal 1999 attraverso una serie di graffiti illegali eseguiti a Bologna, nel centro storico nelle zone adiacenti alla Accademia di Belle Arti ed in periferia negli spazi occupati del centro sociale Livello 57. La prassi pittorica di questi primi anni di attività, pur esprimendo elementi originalità stilistica, era ancora legata all’uso della bomboletta spray, medium tipico del writing tradizionale. Ma già a partire dal 2001 le opere di Blu iniziano ad essere eseguite con vernici a tempera e con l’uso di rulli montati su bastoni telescopici. Tale tecnica gli ha permesso di ingrandire smisuratamente la superficie pittorica dando una nuova concretezza al suo universo figurativo. Lungo le strade di questa città di provincia iniziano così a comparire grandi figure di umanoidi dai connotati sarcastici o talvolta drammatici il cui immaginario sembra ispirarsi al mondo dei fumetti, e degli arcade games.
Altro aspetto fondamentale che ha caratterizzato i suoi esordi è la prassi dell’azione pittorica condivisa. Artisti quali Dem, Sweza, Run, ma soprattutto Ericailcane erano i compagni privilegiati di incursioni notturne a più mani, in cui l’autografia era sacrificata in nome di una anonima partecipazione creativa. Di quegli anni sono anche le prime sperimentazioni di animazione digitale che l’hanno portato a realizzare brevi clip interattivi, usati come supporto visivo per i concerti del collettivo musicale OK NO. Il sodalizio con Ericailcane ha dato i migliori risultati nel triennio 2003-2006. Le due personalità si sono completate vicendevolmente in una straordinaria armonia compositiva. E se a Blu era spesso lasciato il compito di figurare esseri umani, Ericailcane si cimentava con i suoi tipici soggetti di animali. I due artisti, amici nella vita, continuano a collaborare ancor oggi anche se con meno assiduità. A partire dal 2004 le gallerie d’arte di sono accorte del suo valore ed hanno iniziato ad invitarlo a prendere parte a mostre personali e collettive. Tuttavia Blu nel corso della sua carriera ha cercato di limitare la sua presenza nel recinto delle gallerie d’arte preferendo indirizzare il proprio percorso creativo verso altri territori.






